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Presentazione del libro
sulla Negrarizzazione


Gabriele Fedrigo e Michelangelo Bellinetti

La «negrarizzazione» si ferma con la vigilanza

SAN PIETRO IN CARIANO. Il volume sullo sviluppo edilizio della Valpolicella:
un atto di accusa
La ricetta di Gabriele Fedrigo: contro la deturpazione del paesaggio servono
una «rete di resistenza» e una nuova sensibilità dei cittadini
L'Arena 27/06/2010

Coltivare il bello che è in ciascuno e opporre resistenza. Per dirla con il
melodramma, e citando Turandot, l'imperativo è «Nessun dorma». Sono le
modalità per salvare il salvabile a Negrar e in Valpolicella secondo
Gabriele Fedrigo, autore del libro «Negrarizzazione. Speculazione edilizia,
agonia delle colline e fuga della bellezza» (QuiEdit), presentato in
un'affollata sala di Tenuta Pule, a San Pietro in Cariano, durante una
serata promossa dall'osservatorio SalValpolicella.

È il primo tentativo di narrare, in modo completo ed esaustivo, quanto è
accaduto in quest'angolo veronese nell'ultimo cinquantennio. Secondo il
giornalista Michelangelo Bellinetti, che ha dialogato con l'autore, è un
«libro di responsabilità», scritto per non dimenticare il passato e per
evitare di ricascarci a causa di «ingordigia, non conoscenza e corsa al
profitto», precludendo così il futuro.

Fedrigo, 43 anni, è un cultore della bellezza e uno studioso di prim'ordine.
Nella sua opera ha inserito documentazione fotografica e amministrativa
dettagliata, unendola a pensieri e parole di coraggiosi uomini di cultura
che hanno lottato per difendere il paesaggio. Mica per niente tra le prime
pagine di «Negrarizzazione» si legge: «In memoria di Piero Gazzola, Giuseppe
Silvestri e Eugenio Turri», cioè il soprintendente di Verona che salvò le
Torricelle dall'urbanizzazione selvaggia, il giornalista che scrisse fiumi
d'inchiostro in difesa della sua terra e il geografo impegnato nello studio
e valorizzazione di tanta parte del Veronese.

Ma a Negrar e in Valpolicella, ora che il peggio è accaduto, come guardarsi
dal peggio che potrebbe arrivare? In pratica da ulteriori colate di cemento,
case e strade? «La devastazione è troppa e non ho soluzioni, ma credo in
un'azione di vigilanza», spiega l'autore, nato e vissuto a Negrar e
testimone dello sviluppo edilizio e degli obbrobri cresciuti come funghi
negli ultimi trent'anni. «So di quel che parlo», prosegue, «per difenderci
da questo virus dobbiamo assumerci tutti le nostre responsabilità». Un
invito che è piaciuto ed è stato applaudito dalla platea, composta da
rappresentanti di associazioni culturali, sociali e ambientaliste, ma anche
da tanti cittadini che non vogliono più accettare le decisioni degli
amministratori di turno e non vedono l'ora di far sentire la loro voce di
disappunto.

Fedrigo ha indicato, tra gli scopi del libro, la creazione di una «rete di
resistenza percettiva» che faccia leva su una nuova sensibilità di chi abita
e vive la Valpolicella e sulla voglia di arginare l'onda negrarizzante, «una
deturpazione paesaggistica che mi offende», dice l'autore, «perché diventa
anche una deturpazione cerebrale».

SalValpolicella, che ha tenuto a battesimo l'evento, in fondo è nata in
questo clima che si respira in modo trasversale nei comuni del territorio,
come ricordato dal presidente dell'associazione, Pieralvise Serego
Alighieri.
«La sfida è grande», ammette Fedrigo. Tra le cose che si possono
ancora salvare cita Marezzane e, tra i progetti da ostacolare, i nuovi campi
sportivi di Negrar sotto villa Bertoldi.
Non c'era luogo più azzeccato di Tenuta Pule, circondata da vigneti e
stradine bianche quasi fosse una miracolata, per puntare il dito sul
sostantivo «negrarizzazione» coniato dall'architetto Arturo Sandrini sul
finire degli anni Novanta e divenuto sinonimo di distruzione e scempio delle
colline. Un fenomeno di lungo corso a Negrar, che rischia di allargarsi a
macchia d'olio anche in altri paesi della Valpolicella, dove nuove
lottizzazioni o strade sono già sotto accusa da parte di associazioni e
cittadini. Sperando che la storia, stavolta, non si ripeta.

Camilla Madinelli


Venerdì 25 giugno alle ore 20.30
presso la Tenuta Pule
in Via Monga 9 a San Pietro in Cariano


ospita la presentazione del libro di



Gabriele Fedrigo


NEGRARIZZAZIONE

Speculazione edilizia, agonia delle colline
e fuga della bellezza


Michelangelo Bellinetti ne parla con l'autore

"Una generale mancanza di amore e di rispetto per il paesaggio da parte della classe politica chiamata a gestire il territorio e una diffusa disaffezione della cittadinanza negrarese alla bellezza ricevuta dalle precedenti generazioni, hanno ridotto la conca di Negrar a una propaggine brutalmente urbanizzata e cementizzata della periferia di Verona."

L'intera Valpolicella ormai è da considerare "negrarizzata", violentata negli ultimi trenta anni, ancora tenuta sotto sequestro dalla speculazione edilizia e da amministratori scarsamente dotati di cultura e buon gusto.
Gabriele Fedrigo scoperchia il pentolone. Vi invitiamo a scoprire chi ci è finito dentro.




Informazioni: SalValpolicella Via Monga 9 - 37029 San Pietro in Cariano
salvalpolicella@gmail.com


Parco della Valpolicella
e del Garda Veneto

VENEZIA - Lo hanno fatto per difendere i vigneti e gli uliveti del veronese. Per salvare il verde dalla cementificazione massiccia e dalle speculazioni edilizie che preludono al rischio di pesanti infiltrazioni di capitali mafiosi. E ieri hanno anche annunciato di aver finalmente superato quota cinquemila: il numero di firme già depositate in regione e necessarie per mandare avanti la proposta di legge per l’istituzione dei parchi naturali della Valpolicella e del Garda. Per evitare che il paradiso naturalistico del veronese già provato dall’inarrestabile processo di urbanizzazione diventi una sorta di inferno.

D’altra parte non poteva che essere un erede di Dante, il coordinatore della reta ambientalista della Valpolicella Pieralvise Serego Alighieri, a parlare del purgatorio in cui hanno vissuto le associazioni “che si sono dovute in prima persona sostituire all’inerzia della regione presentando un progetto di legge e raccogliendo le firme”. Il passo successivo dunque dovrebbe essere l’istituzione da parte di Palazzo Balbi di due enti-parco che, in collaborazione con le associazioni ambientaliste della zona che si sono battute per la loro realizzazione, redigeranno un nuovo piano ambientale che andrà a sostituire gli attuali strumenti urbanistici. Ma l’esperienza dell’associanismo veronese (totalmente apolitico e apartitico sottolineano gli organizzatori) un obiettivo l’ha già raggiunto: in Lombardia e in Toscana infatti sono nate due reti di associazioni che vogliono imitare gli ambientalisti scaligeri. A fianco della porzione veneta del parco del Garda dovrebbe nascere anche una porzione lombarda che avrà a Sirmione il suo punto d’incontro.
In questo modo sarà possibile anche ripristinare la aree più compromesse in entrambi i versanti del lago – dice Anna Codognola, coordinatrice della rete gardiana – perché il patrimonio naturale veneto è importante e non deve essere svilito come è stato fatto finora. A Grosseto invece è una rete di associazioni legate ad Alberto Asor Rosa che vuole aumentare le dimensioni del Parco della Maremma avvalendosi della collaborazione di Gianpaolo Bastia che ha già redatto la proposta di legge per i parchi veronesi.

Anche nel nostro caso – spiegano i comitati toscani – si tratta di un’azione apartitica, perché purtroppo sulle grandi opere c’è evidentemente un accordo di massima tra tutte le forze politiche. Per il parco del Garda e del Valpolicella sono stati pochi i sindaci che hanno voluto sottoscrivere la petizione. La maggioranza ha addotto l’annoso problema degli oneri di costruzione, una delle poche fonti di sostegno economico dopo la scure del patto di stabilità, mentre altri vedono nel progetto un attacco diretto alla libertà dei comuni di decidere le pianificazioni edilizie.
Nel caso in cui fosse approvato il disegno di legge presentato dalle associazioni, infatti, gli enti-parco presiederanno alla gestione del territorio di tutti i comuni della Valpolicella e della regione del Garda sottraendo di fatto ai Municipi il potere di edificare.

La delega regionale dei piani regolatori ai singoli comuni si è dimostrata fallimentare perché ha premiato interessi localistici –conclude Bastia-. Non si può procedere all’infinito consumando il territorio. Di villettopoli ce ne sono già abbastanza. Il progetto di legge inoltre non prevede costi esorbitanti per il mantenimento degli enti-parco: la sicurezza e il rispetto delle leggi sarebbero garantite dagli attuali organi di polizia (polizia provinciale, vigili e guardie forestali) e parte degli organismi di controllo degli enti-parco verrebbero delegati proprio alle associazioni di ambientalisti.

Alessio Antonini
Corriere della Sera del 18 ottobre 2009


Abbiamo il piacere di invitarvi alla



CONFERENZA STAMPA



indetta per le ore 13,30 di sabato 17 ottobre – presso il Forte Marghera di Mestre (via Forte Marghera 30), nell’ambito del workshop “Il Veneto che vorrei”.

Nella conferenza stampa i sottoscritti Presidenti dei Comitati organizzatori daranno notizia dell’avvenuto deposito presso l’Ufficio Legislativo della Regione delle circa 6.000 sottoscrizioni di cittadini veneti per le due
Proposte di Legge popolari per la costituzione dei

Parchi regionali

del Garda veneto

e della Valpolicella

. Verrà quindi illustrato il prossimo percorso per l’approvazione dei Progetti di Legge, specie per il confronto politico-istituzionale che dovrà accompagnarlo.

Alla conferenza stampa parteciperà il Professor Alberto Asor Rosa (Presidente Rete dei comitati toscani per la difesa del territorio), che darà notizia del prossimo avvio di una iniziativa analoga nella Regione Toscana.

Per ogni chiarimento potete telefonare ai n. 3392324054 - 3282879113

Vogliate gradire i nostri migliori saluti.


Verona, 15 ottobre 2009



Pieralvise di Serego Alighieri
(Presidente Salvalpolicella)
  Anna Codognola
(Presidente Salviamo Garda)

Quasi 300 firme in poco meno di tre ore l'altra sera a Bure!
Ringraziamo il Parroco Don Francesco per l'appoggio e la
disponibilità, i sigg. Bussola per l'aiuto e il consigliere
Battistella per le autentiche.

Abbiamo superato le 5.000 firme
necessarie alla presentazione
dei 2 progetti di legge d'iniziativa popolare per l'istituzione
dei parchi regionali della Valpolicella e del Garda Veneto!

Inizia ora l'impegnativo iter di richiesta ai Comuni dei
certificati elettorali di ognuno dei firmatari.
Chi si volesse rendere disponibile a dare una mano dia un
segnale via mail.
salvalpolicella@gmail.com


Grazie,


Pieralvise Serego Alighieri
SalValpolicella

www.salvalpolicella.it


Mion : l'ultimo boccone avvelenato

A tre giorni dalle elezioni compare (miracolo) la comunicazione di Mion che la Regione ha approvato i campi sportivi e relativi 13.000 metri quadri di costruzioni davanti a Villa Bertoldi. Il tono è quello della sfida nei confronti di quelli che si sono opposti, ovviamente. A me personalmente (Sandro Campagnola) è apparsa subito una bufala, di quelle che solo i politici sanno inventare e propinare ad hoc.

Il PTRC Regionale così recita.
TITOLO VII
CRESCITA SOCIALE E CULTURALE
Art. 60 Sistemi culturali-territoriali
C) Ville Venete
La Regione d'intesa con l'Ente Regionale Ville Venete, appoggia la costituzione di un sistema culturale diffuso rappresentato dalla rete delle dimore storiche del veneto e favorisce l'elaborazione di strategie finalizzate alla tutela delle stesse, alla salvaguardia dei contesti paesaggistici storicamente connessi, alla promozione della loro conoscenza, al miglioramento della fruizione, allo sviluppo dell'offerta culturale-turistica, alla ricerca e all'incremento delle ricadute sullo sviluppo territoriale del contesto.

Il Presidente di SalValpolicella Pieralvise Serego Alighieri così commenta.

Un altro esempio di come sia considerato oggi in Veneto il patrimonio paesaggistico, storico e achitettonico.
Ci ritroveremo probabilmente con un'altra situazione tipo quella del polo scolastico di San Pietro (vedi www.teladoiolavalpolicella.it ).
E' veramente quantomeno curioso leggere le dichiarazioni del sindaco uscente che ci rassicura sulla "mancanza di impatto" della realizzazione degli impianti sportivi di fronte a villa Bertoldi (non dimentichiamo che oltre ai campi sportivi sono previsti 13.000 mq. di insediamenti a fini residenziali e abitativi. Vedi L'Arena del 23 ottobre 2008). Ed è quantomeno curioso pure che la Regione abbia approvato una simile iniziativa.
A questo punto non resta che sperare in un futuro Sindaco coraggioso che abbia il fegato di stracciare il progetto e dare finalmente un importante segnale di inversione di rotta per quel che concerne la gestione del territorio.
Per tutta la comunità di Negrar sarebbe forse l'ultima occasione di modificare in positivo l'immagine generalizzata del paese, ben rappresentata dal termine "Negrarizzazione" .
Ci auguriamo che i candidati Sindaci di quel comune riflettano e agiscano di conseguenza.

Al ballottaggio la sentenza.


Egregio candidato Sindaco,
l'Associazione ONLUS SalValpolicella intende organizzare un incontro con tutti i candidati sindaci della Valpolicella per conoscere la loro opinione in merito alla proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione del Parco Regionale della Valpolicella:



Parco Regionale della Valpolicella.
Cosa ne pensano i candidati sindaci?

giovedì 28 maggio ore 20.30. Cantina della Tenuta Pule, Via Monga, San Pietro in Cariano.




Considerata l'importanza dell'argomento ci auguriamo averla presente e in attesa di cortese riscontro porgiamo i più
cordiali saluti,



Pieralvise Serego Alighieri
SalValpolicella

www.salvalpolicella.it

     
 

NORME PER L’ISTITUZIONE DEL PARCO REGIONALE DELLA VALPOLICELLA
(vedi intero documento)


Parco della Valpolicella: adesso le firme !

COMUNICATO STAMPA
Oggi 16 marzo sono stati depositati presso l’Ufficio legislativo della Regione Veneto i due Progetti di Legge di iniziativa popolare per la costituzione di due nuovi parchi regionali: il parco della Valpolicella; il parco del Garda veneto e delle colline moreniche. Le iniziative sono state avviate in coordinamento fra le due Associazioni che da tempo si battono per la salvaguardia dei due territori, o meglio di ciò che ne resta dopo decenni di cementificazione ed imbruttimento: “Salvalpolicella”, presieduta da Pieralvise di Serego Alighieri, ed il “Comitato Baldo-Garda”, raggruppante oltre 40 associazioni e comitati dell’area gardesana, che ha incaricato Anna Codognola (di “Salviamo Garda”) di gestire l’iniziativa. Il Gruppo di lavoro tecnico che ha redatto i testi è stato coordinato da Gian Paolo Bastia, presidente dell’associazione “Assolago& rdquo;. I due Progetti di Legge hanno l’obiettivo primario di porre un freno all’inarrestabile consumo di questi due territori, sempre più simili ad una periferia urbana congestionata (in particolare la Valpolicella), o ad una villettopoli di seconde case (lago di Garda).

L’unico strumento che possa avere qualche probabilità di bloccare questo processo consiste nella creazione di un organismo “forte” ed autonomo dagli interessi localistici, quale appunto un Parco regionale, dotato di adeguati poteri di pianificazione territoriale e di intervento, ai cui indirizzi dovranno adeguarsi automaticamente i piani urbanistici vigenti e futuri degli Enti locali dell’area.

Negli organi di governo del Parco saranno rappresentate le associazioni impegnate per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio, la regione e la provincia di Verona, a fianco dei Comuni coinvolti. Particolare rilievo è dato in que sti Progetti di Legge ai programmi di recupero dei contesti particolarmente degradati ed imbruttiti, anche mediante progetti di rinaturalizzazione e ricostruzione che l’Ente Parco dovrà attuare.

Il 28 marzo partirà la campagna di raccolta delle 5.000 sottoscrizioni popolari necessarie per la presentazione definitiva dei Progetti di legge al Consiglio regionale del Veneto, che a norma di Statuto sarà tenuto a prenderli in esame ed a sottoporli a votazione, senza possibilità di accantonarli. Tutti i cittadini del Veneto, sia a titolo individuale che tramite le associazioni ambientaliste e culturali, sono chiamati a dare il loro appoggio all’iniziativa, in primo luogo sottoscrivendo i moduli che saranno a disposizione nei punti di raccolta di prossima attivazione.

Chi volesse offrire la propria collaborazione diretta o avere ulteriori informazioni può inviare un email a: salvalpolicella@gmail.com

Per Salvalpolicella (Pieralvise di Serego Alighieri)

Per Salviamo Garda (Anna Codognola)

seguiranno indicazioni più precise sulle modalità di raccolta delle firme


Riflessioni

Il presidente Pieralvise Serego Alighieri e Sandro Campagnola hanno scritto e riconfermato i loro pareri sulla Valpolicella. Sono coscienti di avere idee lontane anni luce dai "divoratori" della Valpolicella. Eppure insistono; convinti più che mai nella forza delle loro idee.

E' così difficile il pensare al bene del posto in cui si vive? In Valpolicella pare proprio di sì:
in una terra dove per duemila anni nel paesaggio assai poco è cambiato, gli ultimi cinquant'anni hanno portato alla situazione che oggi è davanti agli occhi di tutti: uno sconsiderato assedio a quel che ancora sopravvive dell'autentica Valpolicella.


L'incruenta rivoluzione sociale avvenuta dopo l'ultima guerra ne ha mutato irrimediabilmente l'aspetto e se, considerando la forte spinta data dall'abbandono dell'agricoltura in favore di una nuovo e veloce vento di artigian-industrializzazione, poteva forse essere in qualche modo giustificabile l'agire in tal senso negli anni sessanta, non si può giustificare oggi il continuare su quella rotta . Oggi quando tutto si riferisce all'apparire e "l'immagine" ha assurto un ruolo preponderante, oggi quando non dovrebbe esservi più quella rancorosa  voglia di rivalsa verso il passato, oggi quando tutti noi dovremmo invece guardarci indietro per...veder meglio avanti, si insiste colpevolmente in quella errata direzione, sotto la bandiera di un falso sviluppo che copre spesso miseri e "brevimiranti" interessi di bottega.


Eppure sembrerebbe ovvio aver a cuore il posto in cui si vive, sembrebbe ovvio far in modo di salvaguardarlo, di valorizzarlo, di promuoverlo, di migliorarlo, soprattutto se il posto in cui si vive è ancora, nonostante tutto, uno dei più belli del nostro Paese. Lo sviluppo ed il progresso non devono dissipare, ma valorizzare risorse naturali, storiche, artistiche, sociali e produttive, nel vero interesse dell'intera comunità della Valpolicella. Vale davvero la pena impegnarsi per tutto ciò.

Pieralvise Serego Alighieri

www.salvalpolicella.it
salvalpolicella@gmail.com



Cito nuovamente un breve dialogo dal film I cento passi: “Non ci vuole niente a distruggere la bellezza. Bisognerebbe ricordare alla gente che cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla ...”.

Sulla strada nuova che porta a Molina si sfiora un gruppo di case abbandonate. E’ Manune. Le case sono vecchie, alcune malandate. La tipologia delle costruzioni però è chiarissima. Case di pietra, case costruite col materiale reperito lì dove sono sorte; piccoli cortili anch’essi in pietra, confini delimitati con lastre conficcate nel terreno. C’è qualche proprietario che ha iniziato a rimettere a posto la sua casa. Primo intervento: scivolo in cemento largo tre metri che porta direttamente al... (secondo intervento) garage, la cui apertura occupa un terzo dell’intera facciata. Il tutto (terzo intervento) dipinto di un bel rosa carico.

Se uno non ha idea del valore di un antico borgo e ragiona con i parametri dell’impresucola edile di turno, è evidente cosa ne esce. La questione è molto semplice. Se hai “gusto”, capisci. Se non ce l’hai, non capisci. La sensibilità, il capire che cosa vale un manufatto di trecento anni, un capitello, un confine di pietra, una quercia pluricentenaria, il profilo di una collina, difficilmente la si può insegnare. Qui non parliamo di ville palladiane, di pievi millenarie o di chiostri che hanno una valenza artistica indiscussa. Si parla di tracce di storia, di opere concepite e realizzate dai nostri progenitori, si tratta di leggere il territorio e immaginare come poteva essere; di ricostruire una parte di noi stessi, in fondo.

Se in Toscana, Umbria, Alto Adige riescono a fare delle ristrutturazioni che lasciano intatta l’atmosfera di antichi borghi, perché tutto ciò non è possibile realizzarlo anche in Valpolicella? Perché qui si intonacano pareti in sasso, si dipingono le case di giallo, verde, rosso, si sbrecciano muri per ricavarne un garage? Eppure ci sarebbe solo da copiare. Non c’è niente da inventare. Qui invece si dà peso alla gronda sporgente ottanta centimetri, ai canali di rame, ai muri che ovviamente non sono più a secco, ma sostituiti da pannelli di simil-marogna che sono un’ingiuria alle capacità costruttive dei nostri nonni. Perfettamente allineati in una civiltà dell’apparire, del far credere, del vorrei ma non posso.

E’ una questione di cultura? E’ di sicuro una questione di cultura, di sensibilità, di umiltà nell’osservare quelli che il territorio lo sanno conservare meglio di noi. A tanti è capitato di raggiungere a piedi un maso disperso in un bosco del Trentino o del Tirolo. Due fiori sulle finestre, la legna ordinata sotto la gronda, l’orto ben curato, due pannocchie sulla porta. Piccoli particolari che denotano gusto, il piacere di adornare la propria casa, la soddisfazione nel ricevere i complimenti di chi passa.

Essere finiti in mano alla Pirelli Re, agli speculatori, agli impresari senza gusto e senza scrupoli, significa una sola cosa: ai più va bene costruire Montericco e i piccoli agglomerati che lo emulano a San Floriano, a Bure, a Gargagnago, a Castelrotto. Agli amministratori va bene così. Alle commissioni edilizie va bene così (e come potrebbe essere diversamente, visto da chi sono composte). Agli investitori (società Fiduciarie che mascherano la vera proprietà) va bene così. E al valpolicellese pigro, poco attento e poco propenso a imparare, come va? Va bene così.

Continuerò a difendere il mio punto di vista nonostante sappia di appartenere ad una minoranza. Credo che a noi della Valpolicella serva più umiltà, una migliore conoscenza della nostra storia, un maggior orgoglio nel difendere questo tesoro che è il nostro territorio.

E’ una questione di amore. Solo chi lo conosce sa di cosa parlo.

Sandro Campagnola

www.teladoiolavalpolicella.it
sandro.campagnola@gmail.com


Valpolicella e cemento,
Bondi chiede una relazione

Serego Alighieri: è un segnale di speranza

Corriere della Sera, 2 luglio 2008

Lo scopo del ministro è quello di utilizzare la relazione per valutare future azioni da intraprendere a salvaguardia del territorio.

VERONA - Il processo di salvaguardia della Valpolicella fa un passo avanti. Forse definitivo. Almeno così spera Pieralvise Serego Alighieri, il presidente di SalValpolicella, l'associazione che dal 2006 è impegnata nella tutela del suo territorio, viste le positive notizie che giungono dal ministero della Cultura di Roma. Secondo una nota diffusa dallo stesso dicastero, infatti, il ministro Sandro Bondi ha chiesto al sovrintendente regionale per i beni culturali e paesaggistici, Ugo Soragni, una relazione dettagliata per approfondire il tema del crescente livello di inurbamento della Valpolicella.

Lo scopo del ministro è quello di utilizzare la relazione per valutare future azioni da intraprendere a salvaguardia del territorio della Valpolicella e del suo patrimonio paesaggistico in collaborazione con la Regione e gli altri Enti locali.
Per chi da anni si batte per un territorio bello e fragile come quello della Valpolicella, un sospiro di sollievo e anche la convinzione che l'ultima trasferta fiorentina, avvenuta solo sabato, ha portato ad un impegno formale da parte del Governo.

"Siamo di fronte indubbiamente ad un segno positivo - commenta il presidente Serego Alighieri - un segnale di speranza dopo che il precedente ministro, pur contattato, non ci aveva dato risposte in merito. Adesso si fa più concreta la possibilità di costituire un piano per la salvaguardia della Valpolicella". E il piano, per chi fa parte di SalValpolicella, si declina in un solo modo: parco regionale. L'unico modo che c'è per definire un modello di sviluppo complessivo e uniforme, perché sovracomunale e non legato alle singole amministrazioni locali."Il parco regionale - spiega Serego Alighieri - è lo strumento che permetterà di uscire dal circolo vizioso dei tanti campanili. Grazie al Parco la Valpolicella verrà considerata un territorio unico e non una somma di tante piccole amministrazioni indipendenti". In questo modo si potrà utilizzare una visione di sviluppo e salvaguardia super partes capace di valutare nel suo complesso i bisogni di un'area unitaria".

Ma prima di arrivare alla realizzazione del parco c'è la necessità di redigere la relazione che il ministero ha affidato alla Sovrintendenza regionale. Bondi, anche dai dati presenti nel testo. deciderà quale sarà la soluzione più adatta da intraprendere. "Abbiamo fiducia nelle capacità della Sovrintendenza, ma come sempre rimaniamo propositivi". E soprattutto vigili nei confronti di un territorio che è già stato in parte danneggiato e che per questo va tutelato da ulteriori attacchi e sfregi. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: quale tipo di sviluppo dare alla Valpolicella. "Il modello fin qui proposto - ribadisce Serego Alighieri - quello che prevede nuovi insediamenti abitativi, nuove strade e nuove aree produttive, chiaramente non è più valido. Il mondo è cambiato e lo sviluppo oggi si può coniugare solo con la parola rispetto. In più la Valpolicella ha la fortuna di aver legato il proprio nome ad un prodotto come il vino che di per sé è una ricchezza. Sarebbe un delitto perdere tutto questo in nome di un'idea di sviluppo miope, determinata da interessi localistici e con il respiro evidentemente corto". Non resta perciò che guardare al nuovo impegno della politica verso la Valpolicella, "tenendo presente - conclude Serego Alighieri - che già in passato sono stati fatti degli errori e che parte di questo territorio è andata perduta

Samuele Nottegar

 
  Cemento in Valpolicella
Interviene il ministro

L'Arena, 02 luglio 2008

IL CASO. Sandro Bondi chiede una relazione urgente al direttore dei Beni culturali del Veneto
Cemento in Valpolicella Interviene il ministro
Contento Serego Alighieri: «In linea col nostro progetto di fare un parco regionale» D’accordo anche la Lega


Giancarla Gallo
Il caso Valpolicella arriva a Roma e per la precisione all’attenzione del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che ha chiesto al direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni «una dettagliata relazione riguardo il crescente inurbamento della Valpolicella, in provincia di Verona».
Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’associazione Salvalpolicella, Pieralvise Serego Alighieri, che vede positivamente l’attenzione e l’interessamento dimostrato dal ministero.
«Molto bene», commenta Serego. «La richiesta di una relazione dettagliata sulla situazione in cui versa la nostra vallata riempita di costruzioni, a scapito della sua vocazione originaria vitivinicola e turistica, risponde alle nostre intenzioni. Spero che sia l’inizio di un nuovo modo di affrontare questo problema e rivalutare la zona, cercando di salvaguardarla dalle speculazioni edilizie selvagge. Soprattutto spero che sia l’inizio di un iter efficace per raggiungere finalmente risultati concreti». L’interesse del ministero, soprattutto, è in linea con l’iniziativa portata avanti da Serego di un Parco regionale della Valpolicella. Si tratta di un progetto di legge di iniziativa popolare presentato di recente a Firenze in un convegno organizzato dalla Rete di comitati per la difesa del territorio, presieduta dal professor Alberto Asor Rosa. «È un grande risultato questo che abbiamo ottenuto, se si pensa che l’associazione Salvalpolicella esiste da solo due anni e mezzo», continua. «Due anni e mezzo in cui abbiamo dovuto lottare spesso contro certe posizioni arroccate e anche farci accettare dalle amministrazioni locali, che ci hanno sempre visto come dei nemici o degli accusatori. La posizione che ha preso il ministero è in linea con quanti hanno a cuore che la Valpolicella mantenga la sua identità con il Parco che sta per nascere; potrebbe proprio essere questo lo strumento per chi ha la responsabilità di amministrare, onde evitare di compiere tutti quegli errori urbanistici commessi in passato, con scelte che ora si vedono essere state dettate da una mancanza di pianificazione a lungo termine. La realizzazione di un Parco della Valpolicella darà una visione complessiv da cui partire per la pianificazione di tutta l’area, superando i campanilismi. La Valpolicella come territorio infatti merita più attenzione».
Anche alcuni esponenti della Lega Nord locale, appoggiandosi al neoeletto in Regione Sandro Sandri, hanno ribadito la necessità di una moratoria di almeno cinque anni in cui non si possono realizzare lottizzazioni in Valpolicella. Da più parti dunque si preme per limitare le costruzioni, che negli ultimi mesi crescono come funghi, basti guardare quante gru si muovono nei cinque comuni storici. Una volta acquisita la relazione regionale richiesta sullo stato della Valpolicella, il ministro, rispondendo anche all’impegno assunto nel corso dell’audizione alla VII Commissione istruzione pubblica e beni culturali del Senato, valuterà le possibili azioni da intraprendere a salvaguardia di questo territorio in collaborazione con la Regione e gli Enti Locali.

 
     
  13 Aprile: l'inizio di una Nuova Era

A due settimane dal voto i nostri uomini (oddio... forse esagero) politici sono occupati a:
- insultarsi
- aumentare le retribuzioni
- aumentare le pensioni
- aumentare le donne nei posti di comando
- risolvere il problema rifiuti a Napoli
- distribuire cannoli in Sicilia
- redistribuire tesoretti
- pensare alle famiglie
- diminuire le tasse
- semplificare le leggi
- appoggiare gli imprenditori
- studiare la battuta più sferzante
- darsi degli idioti ...

che difficilmente qualcuno si ricorderà di temi legati all'ambiente. Alberto Asor Rosa, a nome della Rete dei Comitati per la Salvaguardia dell'Ambiente, ha scritto a questi Signori.
 

 
  Valpolicella, che cosa vuoi fare da grande
 
La tavola rotonda tenuta sabato 1 marzo alla foresteria Serego Alighieri ci ha dato segnali molto positivi. Il tema Identità della Valpolicella esiste. Magari si tratta anche di parlarne di più, di farlo diventare un tema su cui ognuno si senta stimolato a dire la sua. Orgoglio è ancora una parola grossa. Eppure esistono questi meccanismi che ad un certo punto fanno scattare il desiderio di “appartenenza”, il piacere di far parte di un gruppo che la pensa in modo analogo, che condivide alcuni concetti o anche solo punti di vista.
 
Abbiamo molto apprezzato la presenza dei 5 sindaci della Valpolicella. Ad ognuno di loro SalValpolicella ha avanzato, in varie occasioni, critiche anche aspre. Il passo avanti che ci sembra di percepire è questo. Anche gli amministratori hanno avvertito che entità come la nostra hanno come unico intento quello di mantenere questa nostra terra bella, affascinante, attraente, desiderabile; così come i prodotti che produce. I punti di vista sono ovviamente diversi. SalValpolicella fa il suo mestiere di taglio ambientalista, i sindaci devono ascoltare chi li ha eletti e inevitabilmente ci troviamo in disaccordo sul cosa fare. Con una differenza fondamentale. Le nostre armi sono delle semplici idee. Quelle degli amministratori sono i fatti. E i fatti rimangono.


 
Tutti i sindaci hanno dichiarato di essere disponibili ad incontri più frequenti, magari alla presenza di rappresentanti della Provincia o della Regione. SalValpolicella si impegna a contattare le persone che hanno “voce in capitolo” su questi argomenti e a organizzare alcuni incontri dove solo gli addetti ai lavori possano confrontarsi e trarre sempre nuovi stimoli.
 
Per quanto riguarda il “cerchiamo di non vedere solo le cose brutte” suggerito da qualcuno, non possiamo assolutamente condividere. E’ appunto la logica del “ma cosa vuoi che sia una casa in più” che mina la Valpolicella. Anche su un altro argomento non possiamo condividere gli spunti proposti. Se “dobbiamo vivere tutti” significa che le imprese di costruzioni possono continuare a far case secondo logiche di pura speculazione, SalValpolicella pronuncia il suo no fermo e deciso. La Valpolicella non è più terra di conquista. Ci sono mille altri luoghi dove costruire.
 
Una delusione dobbiamo esprimere. Alle Cantine abbiamo spedito inviti specifici e abbiamo rimarcato la presenza di Emilio Pedron  e Sandro Boscaini. Su 40 inviti hanno risposto in 2 o 3. Ci spiace. Evidentemente il sabato pomeriggio sono impegnati nella collocazione degli 8 milioni di bottiglie di Amarone.
 
Grazie ancora a Francesco Monicelli, Gianmaria Tommasi, Emilio Pedron, Sergio Cucini, Sandro Boscaini e, naturalmente, a Giancarla Gallo.
 
Sandro Campagnola
 

 

 

               
               
               

BLOG

Centro di Documentazione
per la Storia della Valpolicella



Premio
Gianfranco Policante
2007

   

il Ministero risponde
venerdì 12 ottobre 2007



Il campo sportivo di Negrar


martedì 17 luglio 2007

Non capita sempre che un disegno di legge, come quello presentato in questi giorni dalla senatrice Loredana De Petris sulla tutela e la valorizzazione del paesaggio rurale, trovi forza e sostegno nelle parole scabre ed essenziali di Andrea Zanzotto quando afferma: “Una volta esistevano i campi di sterminio, oggi siamo allo sterminio dei campi”.

(vedi intero documento)


Documento Amadio - Clementi

mercoledì 9 maggio 2007

È un infittirsi di incontri, dibattiti, scritti sui quotidiani, quello che si verifica dall’inizio del 2006 e che ha per tema la Valpolicella.
Viabilità insufficiente, consumo di territorio preoccupante, inquinamento crescente, squallore edilizio in contrasto con la bellezza dei luoghi e con il valore architettonico di molti siti, sviluppo disarmonico degli insediamenti residenziali ed artigianali, degrado dell’ambiente naturale, 5 campanili in competizione fra loro.
Questo è il quadro che si offre al visitatore della valle, o meglio, di quanto ne rimane, ed a chi voglia riflettere sulle cause che l’hanno generato, e sui possibili rimedi.
Si susseguono appelli, si organizzano Comitati di salvaguardia, si interviene con accorati articoli sui quotidiani (35 volte su “L’Arena” dal Gennaio 2006 ad oggi!) perché è vero, proprio vero che la Valpolicella è in pericolo.



(
vedi intero documento)

 

Il cipresso nella Valpolicella e nel paesaggio veronese: conservazione e valorizzazione

martedì 11 settembre 2007


Valpolicella tra i 20 paesaggi italiani da salvare

lunedì 16 luglio 2007

Dal paradiso delle Cinque Terre, il parco nazionale che si affaccia sull’area protetta della Liguria, all’incantevole costiera amalfitana; dal comprensorio toscano della Val d’Orcia a quello veneto della Valpolicella;

(vedi intero documento)


sabato 5 maggio 2007

Questa mattina, nella sede del Corriere del Veneto di Padova, è nata una struttura che vuole diventare il riferimento di tutte le Associazioni ambientaliste della Regione. Vi possiamo al momento solo anticipare il nome : PAESAGGI VENETI SOS. Al più presto vi forniremo notizie più dettagliate sull'attività della stessa. Il Corriere del Veneto di domani Domenica 6 maggio riporterà notizie sullo spirito dell'iniziativa  e di coloro che hanno accettato di diventarne i Padri Fondatori.

(vedi pagina INIZIATIVE)

   
               
               
               
               
               
     

   


 

   


Il quinto e sesto incontro sono stati spostati ad Ottobre.
Ci scusiamo con quanti intendessero partecipare secondo il calendario originale.


QUINTO INCONTRO
SALVAGUARDIA DELLA VALPOLICELLA: PRATI ARIDI, INCOLTI, MACCHIE BOSCATE, VAJI ... AREE MARGINALI DA RECUPERARE A DESTINAZIONI PRODUTTIVE O PREZIOSI BIOTIPI PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO ?


SESTO INCONTRO
SALVAGUARDIA DELLA VALPOLICELLA: TRA CITTA' DI VERONA, LESSINIA, MONTE BALDO, LAGO DI GARDA ... COME E PERCHE' UN TURISTA SI DOVREBBE FERMARE IN VALPOLICELLA ?

sede presso:
Tenuta Pule
Via Monga, 9
37029 San Pietro in Cariano
(Verona)

salvalpolicella@gmail.com