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Presentazione del libro
sulla Negrarizzazione

Gabriele Fedrigo e Michelangelo Bellinetti
La «negrarizzazione» si ferma
con la vigilanza
SAN PIETRO IN CARIANO. Il volume sullo
sviluppo edilizio della Valpolicella:
un atto di accusa
La ricetta di Gabriele Fedrigo: contro la deturpazione
del paesaggio servono
una «rete di resistenza» e una nuova sensibilità dei
cittadini
L'Arena 27/06/2010
Coltivare il bello che è in ciascuno e opporre
resistenza. Per dirla con il
melodramma, e citando Turandot, l'imperativo è «Nessun
dorma». Sono le
modalità per salvare il salvabile a Negrar e in
Valpolicella secondo
Gabriele Fedrigo, autore del libro «Negrarizzazione.
Speculazione edilizia,
agonia delle colline e fuga della bellezza» (QuiEdit),
presentato in
un'affollata sala di Tenuta Pule, a San Pietro in
Cariano, durante una
serata promossa dall'osservatorio SalValpolicella.
È il primo tentativo di narrare, in modo completo ed
esaustivo, quanto è
accaduto in quest'angolo veronese nell'ultimo
cinquantennio. Secondo il
giornalista Michelangelo Bellinetti, che ha dialogato con
l'autore, è un
«libro di responsabilità», scritto per non dimenticare
il passato e per
evitare di ricascarci a causa di «ingordigia, non
conoscenza e corsa al
profitto», precludendo così il futuro.
Fedrigo, 43 anni, è un cultore della bellezza e uno
studioso di prim'ordine.
Nella sua opera ha inserito documentazione fotografica e
amministrativa
dettagliata, unendola a pensieri e parole di coraggiosi
uomini di cultura
che hanno lottato per difendere il paesaggio. Mica per
niente tra le prime
pagine di «Negrarizzazione» si legge: «In memoria di
Piero Gazzola, Giuseppe
Silvestri e Eugenio Turri», cioè il soprintendente di
Verona che salvò le
Torricelle dall'urbanizzazione selvaggia, il giornalista
che scrisse fiumi
d'inchiostro in difesa della sua terra e il geografo
impegnato nello studio
e valorizzazione di tanta parte del Veronese.
Ma a Negrar e in Valpolicella, ora che il peggio è
accaduto, come guardarsi
dal peggio che potrebbe arrivare? In pratica da ulteriori
colate di cemento,
case e strade? «La devastazione è troppa e non ho
soluzioni, ma credo in
un'azione di vigilanza», spiega l'autore, nato e vissuto
a Negrar e
testimone dello sviluppo edilizio e degli obbrobri
cresciuti come funghi
negli ultimi trent'anni. «So di quel che parlo»,
prosegue, «per difenderci
da questo virus dobbiamo assumerci tutti le nostre
responsabilità». Un
invito che è piaciuto ed è stato applaudito dalla
platea, composta da
rappresentanti di associazioni culturali, sociali e
ambientaliste, ma anche
da tanti cittadini che non vogliono più accettare le
decisioni degli
amministratori di turno e non vedono l'ora di far sentire
la loro voce di
disappunto.
Fedrigo ha indicato, tra gli scopi del libro, la
creazione di una «rete di
resistenza percettiva» che faccia leva su una nuova
sensibilità di chi abita
e vive la Valpolicella e sulla voglia di arginare l'onda
negrarizzante, «una
deturpazione paesaggistica che mi offende», dice
l'autore, «perché diventa
anche una deturpazione cerebrale».
SalValpolicella, che ha tenuto a battesimo l'evento, in
fondo è nata in
questo clima che si respira in modo trasversale nei
comuni del territorio,
come ricordato dal presidente dell'associazione,
Pieralvise Serego
Alighieri.
«La sfida è grande», ammette Fedrigo. Tra le cose che
si possono
ancora salvare cita Marezzane e, tra i progetti da
ostacolare, i nuovi campi
sportivi di Negrar sotto villa Bertoldi.
Non c'era luogo più azzeccato di Tenuta Pule, circondata
da vigneti e
stradine bianche quasi fosse una miracolata, per puntare
il dito sul
sostantivo «negrarizzazione» coniato dall'architetto
Arturo Sandrini sul
finire degli anni Novanta e divenuto sinonimo di
distruzione e scempio delle
colline. Un fenomeno di lungo corso a Negrar, che rischia
di allargarsi a
macchia d'olio anche in altri paesi della Valpolicella,
dove nuove
lottizzazioni o strade sono già sotto accusa da parte di
associazioni e
cittadini. Sperando che la storia, stavolta, non si
ripeta.
Camilla Madinelli
Venerdì 25 giugno alle ore 20.30
presso la Tenuta Pule
in Via Monga 9 a San Pietro in Cariano

ospita la presentazione del libro di
Gabriele
Fedrigo
NEGRARIZZAZIONE
Speculazione edilizia, agonia delle colline
e fuga della bellezza
Michelangelo Bellinetti ne parla con l'autore
"Una generale mancanza di amore e di
rispetto per il paesaggio da parte della classe politica
chiamata a gestire il territorio e una diffusa
disaffezione della cittadinanza negrarese alla bellezza
ricevuta dalle precedenti generazioni, hanno ridotto la
conca di Negrar a una propaggine brutalmente urbanizzata
e cementizzata della periferia di Verona."
L'intera Valpolicella ormai è da considerare
"negrarizzata", violentata negli ultimi trenta
anni, ancora tenuta sotto sequestro dalla speculazione
edilizia e da amministratori scarsamente dotati di
cultura e buon gusto.
Gabriele Fedrigo scoperchia il pentolone. Vi invitiamo a
scoprire chi ci è finito dentro.
Informazioni: SalValpolicella Via Monga 9 - 37029 San
Pietro in Cariano salvalpolicella@gmail.com
Parco della Valpolicella
e del Garda Veneto
VENEZIA - Lo hanno fatto per difendere i
vigneti e gli uliveti del veronese. Per salvare il verde
dalla cementificazione massiccia e dalle speculazioni
edilizie che preludono al rischio di pesanti
infiltrazioni di capitali mafiosi. E ieri hanno anche
annunciato di aver finalmente superato quota cinquemila:
il numero di firme già depositate in regione e
necessarie per mandare avanti la proposta di legge per
listituzione dei parchi naturali della Valpolicella
e del Garda. Per evitare che il paradiso naturalistico
del veronese già provato dallinarrestabile
processo di urbanizzazione diventi una sorta di inferno.
Daltra parte non poteva che essere un erede di
Dante, il coordinatore della reta ambientalista della
Valpolicella Pieralvise Serego Alighieri, a parlare del
purgatorio in cui hanno vissuto le associazioni che
si sono dovute in prima persona sostituire
allinerzia della regione presentando un progetto di
legge e raccogliendo le firme. Il passo successivo
dunque dovrebbe essere listituzione da parte di
Palazzo Balbi di due enti-parco che, in collaborazione
con le associazioni ambientaliste della zona che si sono
battute per la loro realizzazione, redigeranno un nuovo
piano ambientale che andrà a sostituire gli attuali
strumenti urbanistici. Ma lesperienza
dellassocianismo veronese (totalmente apolitico e
apartitico sottolineano gli organizzatori) un obiettivo
lha già raggiunto: in Lombardia e in Toscana
infatti sono nate due reti di associazioni che vogliono
imitare gli ambientalisti scaligeri. A fianco della
porzione veneta del parco del Garda dovrebbe nascere
anche una porzione lombarda che avrà a Sirmione il suo
punto dincontro.
In questo modo sarà possibile anche ripristinare la aree
più compromesse in entrambi i versanti del lago
dice Anna Codognola, coordinatrice della rete gardiana
perché il patrimonio naturale veneto è
importante e non deve essere svilito come è stato fatto
finora. A Grosseto invece è una rete di associazioni
legate ad Alberto Asor Rosa che vuole aumentare le
dimensioni del Parco della Maremma avvalendosi della
collaborazione di Gianpaolo Bastia che ha già redatto la
proposta di legge per i parchi veronesi.
Anche nel nostro caso spiegano i comitati toscani
si tratta di unazione apartitica, perché
purtroppo sulle grandi opere cè evidentemente un
accordo di massima tra tutte le forze politiche. Per il
parco del Garda e del Valpolicella sono stati pochi i
sindaci che hanno voluto sottoscrivere la petizione. La
maggioranza ha addotto lannoso problema degli oneri
di costruzione, una delle poche fonti di sostegno
economico dopo la scure del patto di stabilità, mentre
altri vedono nel progetto un attacco diretto alla
libertà dei comuni di decidere le pianificazioni
edilizie.
Nel caso in cui fosse approvato il disegno di legge
presentato dalle associazioni, infatti, gli enti-parco
presiederanno alla gestione del territorio di tutti i
comuni della Valpolicella e della regione del Garda
sottraendo di fatto ai Municipi il potere di edificare.
La delega regionale dei piani regolatori ai singoli
comuni si è dimostrata fallimentare perché ha premiato
interessi localistici conclude Bastia-. Non si può
procedere allinfinito consumando il territorio. Di
villettopoli ce ne sono già abbastanza. Il progetto di
legge inoltre non prevede costi esorbitanti per il
mantenimento degli enti-parco: la sicurezza e il rispetto
delle leggi sarebbero garantite dagli attuali organi di
polizia (polizia provinciale, vigili e guardie forestali)
e parte degli organismi di controllo degli enti-parco
verrebbero delegati proprio alle associazioni di
ambientalisti.
Alessio Antonini
Corriere della Sera del 18 ottobre 2009
Abbiamo il piacere di invitarvi alla
CONFERENZA
STAMPA
indetta per le ore 13,30 di sabato 17 ottobre
presso il Forte Marghera di Mestre
(via Forte Marghera 30), nellambito del workshop
Il Veneto che vorrei.
Nella conferenza stampa i sottoscritti Presidenti dei
Comitati organizzatori daranno notizia dellavvenuto
deposito presso lUfficio Legislativo della Regione
delle circa 6.000 sottoscrizioni di cittadini veneti per
le due Proposte di Legge popolari per la
costituzione dei
Parchi regionali
del Garda veneto
e della Valpolicella
. Verrà quindi illustrato il prossimo
percorso per lapprovazione dei Progetti di Legge,
specie per il confronto politico-istituzionale che dovrà
accompagnarlo.
Alla conferenza stampa parteciperà il Professor Alberto
Asor Rosa (Presidente Rete dei comitati toscani
per la difesa del territorio), che darà notizia del
prossimo avvio di una iniziativa analoga nella Regione
Toscana.
Per ogni chiarimento potete telefonare ai n. 3392324054 -
3282879113
Vogliate gradire i nostri migliori saluti.
Verona, 15 ottobre 2009
Pieralvise di Serego Alighieri
(Presidente Salvalpolicella) |
|
Anna Codognola
(Presidente Salviamo Garda) |
Quasi
300 firme in poco meno di tre ore l'altra sera a Bure!
Ringraziamo il Parroco Don Francesco per l'appoggio e la
disponibilità, i sigg. Bussola per l'aiuto e il
consigliere
Battistella per le autentiche.
Abbiamo
superato le 5.000 firme
necessarie alla
presentazione
dei 2 progetti di legge d'iniziativa popolare per
l'istituzione
dei parchi regionali della Valpolicella e del Garda
Veneto!
Inizia ora l'impegnativo iter di richiesta ai Comuni dei
certificati elettorali di ognuno dei firmatari.
Chi si volesse
rendere disponibile a dare una mano dia un
segnale via mail.
salvalpolicella@gmail.com
Grazie,
Pieralvise Serego Alighieri
SalValpolicella
www.salvalpolicella.it
Mion
: l'ultimo boccone avvelenato
A tre
giorni dalle elezioni compare (miracolo) la comunicazione
di Mion che la Regione ha approvato i campi sportivi e
relativi 13.000 metri quadri di costruzioni davanti a
Villa Bertoldi. Il tono è quello della sfida nei
confronti di quelli che si sono opposti, ovviamente. A me
personalmente (Sandro Campagnola) è apparsa subito una
bufala, di quelle che solo i politici sanno inventare e
propinare ad hoc.
Il PTRC
Regionale così recita.
TITOLO VII
CRESCITA SOCIALE E CULTURALE
Art. 60 Sistemi culturali-territoriali
C) Ville Venete
La Regione d'intesa con l'Ente Regionale Ville Venete,
appoggia la costituzione di un sistema culturale diffuso
rappresentato dalla rete delle dimore storiche del veneto
e favorisce l'elaborazione di strategie
finalizzate alla tutela delle stesse, alla salvaguardia
dei contesti paesaggistici storicamente connessi,
alla promozione della loro conoscenza, al miglioramento
della fruizione, allo sviluppo dell'offerta
culturale-turistica, alla ricerca e all'incremento delle
ricadute sullo sviluppo territoriale del contesto.
Il
Presidente di SalValpolicella Pieralvise Serego Alighieri
così commenta.
Un altro esempio di come sia considerato
oggi in Veneto il patrimonio paesaggistico, storico e
achitettonico.
Ci ritroveremo probabilmente con un'altra situazione tipo
quella del polo scolastico di San Pietro (vedi www.teladoiolavalpolicella.it
).
E' veramente quantomeno curioso leggere le dichiarazioni
del sindaco uscente che ci rassicura sulla "mancanza
di impatto" della realizzazione degli impianti
sportivi di fronte a villa Bertoldi (non dimentichiamo
che oltre ai campi sportivi sono previsti 13.000 mq. di
insediamenti a fini residenziali e abitativi. Vedi
L'Arena del 23 ottobre 2008). Ed è quantomeno
curioso pure che la Regione abbia approvato una simile
iniziativa.
A questo punto non resta che sperare in un futuro Sindaco
coraggioso che abbia il fegato di stracciare il progetto
e dare finalmente un importante segnale di inversione di
rotta per quel che concerne la gestione del territorio.
Per tutta la comunità di Negrar sarebbe forse l'ultima
occasione di modificare in positivo l'immagine
generalizzata del paese, ben rappresentata dal termine
"Negrarizzazione" .
Ci auguriamo che i candidati Sindaci di quel comune
riflettano e agiscano di conseguenza.
Al
ballottaggio la sentenza.
Egregio
candidato Sindaco,
l'Associazione ONLUS SalValpolicella
intende organizzare un incontro con tutti i candidati
sindaci della Valpolicella per conoscere la loro opinione
in merito alla proposta di legge di iniziativa popolare
per l'istituzione del Parco Regionale della Valpolicella:
Parco
Regionale della Valpolicella.
Cosa ne pensano i candidati sindaci?
giovedì
28 maggio ore 20.30. Cantina della Tenuta Pule, Via
Monga, San Pietro in Cariano.
Considerata l'importanza dell'argomento ci auguriamo
averla presente e in attesa di cortese riscontro porgiamo
i più
cordiali saluti,
Pieralvise Serego Alighieri
SalValpolicella
www.salvalpolicella.it
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NORME PER LISTITUZIONE
DEL PARCO REGIONALE DELLA VALPOLICELLA
(vedi
intero documento)
Parco
della Valpolicella: adesso le firme !
COMUNICATO STAMPA
Oggi 16 marzo sono stati depositati presso lUfficio
legislativo della Regione Veneto i due Progetti di Legge
di iniziativa popolare per la costituzione di due nuovi
parchi regionali: il parco della Valpolicella;
il parco del Garda veneto e delle colline moreniche. Le
iniziative sono state avviate in coordinamento fra le due
Associazioni che da tempo si battono per la salvaguardia
dei due territori, o meglio di ciò che ne resta dopo
decenni di cementificazione ed imbruttimento: Salvalpolicella,
presieduta da Pieralvise di Serego Alighieri, ed il
Comitato Baldo-Garda, raggruppante oltre 40
associazioni e comitati dellarea gardesana, che ha
incaricato Anna Codognola (di Salviamo Garda)
di gestire liniziativa. Il Gruppo di lavoro tecnico
che ha redatto i testi è stato coordinato da Gian Paolo
Bastia, presidente dellassociazione
Assolago& rdquo;. I due Progetti di Legge hanno
lobiettivo primario di porre un freno
allinarrestabile consumo di questi due territori,
sempre più simili ad una periferia urbana congestionata
(in particolare la Valpolicella), o ad una villettopoli
di seconde case (lago di Garda).
Lunico strumento che possa avere
qualche probabilità di bloccare questo processo consiste
nella creazione di un organismo forte ed
autonomo dagli interessi localistici, quale appunto un Parco
regionale, dotato di adeguati poteri di
pianificazione territoriale e di intervento, ai cui
indirizzi dovranno adeguarsi automaticamente i piani
urbanistici vigenti e futuri degli Enti locali
dellarea.
Negli organi di governo del Parco saranno
rappresentate le associazioni impegnate per la
salvaguardia e la valorizzazione del territorio, la
regione e la provincia di Verona, a fianco dei Comuni
coinvolti. Particolare rilievo è dato in que sti
Progetti di Legge ai programmi di recupero dei contesti
particolarmente degradati ed imbruttiti, anche mediante
progetti di rinaturalizzazione e ricostruzione che
lEnte Parco dovrà attuare.
Il 28 marzo partirà la campagna
di raccolta delle 5.000 sottoscrizioni popolari necessarie
per la presentazione definitiva dei Progetti di legge al
Consiglio regionale del Veneto, che a norma di Statuto
sarà tenuto a prenderli in esame ed a sottoporli a
votazione, senza possibilità di accantonarli. Tutti i
cittadini del Veneto, sia a titolo individuale che
tramite le associazioni ambientaliste e culturali, sono
chiamati a dare il loro appoggio alliniziativa, in
primo luogo sottoscrivendo i moduli che saranno a
disposizione nei punti di raccolta di prossima
attivazione.
Chi volesse offrire la propria
collaborazione diretta o avere ulteriori informazioni
può inviare un email a: salvalpolicella@gmail.com
Per Salvalpolicella (Pieralvise di
Serego Alighieri)
Per Salviamo Garda (Anna Codognola)
seguiranno indicazioni più precise sulle
modalità di raccolta delle firme
Riflessioni
Il presidente Pieralvise Serego
Alighieri e Sandro Campagnola
hanno scritto e riconfermato i loro pareri sulla
Valpolicella. Sono coscienti di avere idee lontane anni
luce dai "divoratori" della Valpolicella.
Eppure insistono; convinti più che mai nella forza delle
loro idee.
E' così difficile il
pensare al bene del posto in cui si vive? In Valpolicella pare proprio di sì:
in una terra dove per duemila anni nel
paesaggio assai poco è cambiato, gli ultimi
cinquant'anni hanno portato alla situazione che oggi è
davanti agli occhi di tutti: uno
sconsiderato assedio a quel che ancora sopravvive
dell'autentica Valpolicella.
L'incruenta rivoluzione sociale avvenuta dopo l'ultima
guerra ne ha mutato irrimediabilmente l'aspetto
e se, considerando la forte spinta data dall'abbandono
dell'agricoltura in favore di una nuovo e
veloce vento di artigian-industrializzazione, poteva
forse essere in qualche modo giustificabile l'agire
in tal senso negli anni sessanta, non si può
giustificare oggi il continuare su quella
rotta . Oggi quando tutto si riferisce all'apparire
e "l'immagine" ha assurto un ruolo
preponderante, oggi quando non dovrebbe esservi più
quella rancorosa voglia di rivalsa verso il
passato, oggi quando tutti noi dovremmo invece guardarci
indietro per...veder meglio avanti, si insiste
colpevolmente in quella errata direzione, sotto
la bandiera di un falso sviluppo che copre spesso miseri
e "brevimiranti" interessi di
bottega.
Eppure sembrerebbe
ovvio aver a cuore il posto in cui si vive, sembrebbe
ovvio far in modo di salvaguardarlo,
di valorizzarlo, di promuoverlo, di migliorarlo,
soprattutto se il posto in cui si vive è ancora,
nonostante tutto, uno dei più belli del nostro
Paese. Lo sviluppo ed il progresso non
devono dissipare, ma valorizzare risorse naturali,
storiche, artistiche, sociali e produttive, nel vero
interesse dell'intera comunità della Valpolicella. Vale davvero la pena impegnarsi per
tutto ciò.
Pieralvise Serego Alighieri
www.salvalpolicella.it
salvalpolicella@gmail.com
Cito nuovamente un breve dialogo
dal film I cento passi: Non ci vuole niente a
distruggere la bellezza. Bisognerebbe ricordare alla
gente che cosè la bellezza, aiutarla a
riconoscerla, a difenderla ....
Sulla strada nuova che porta a Molina si sfiora un gruppo
di case abbandonate. E Manune. Le case sono
vecchie, alcune malandate. La tipologia delle costruzioni
però è chiarissima. Case di pietra, case costruite col
materiale reperito lì dove sono sorte; piccoli cortili
anchessi in pietra, confini delimitati con lastre
conficcate nel terreno. Cè qualche proprietario
che ha iniziato a rimettere a posto la sua casa. Primo
intervento: scivolo in cemento largo tre metri che porta
direttamente al... (secondo intervento) garage, la cui
apertura occupa un terzo dellintera facciata. Il
tutto (terzo intervento) dipinto di un bel rosa carico.
Se uno non ha idea del valore di un antico borgo e
ragiona con i parametri dellimpresucola edile di
turno, è evidente cosa ne esce. La questione è molto
semplice. Se hai gusto, capisci. Se non ce
lhai, non capisci. La sensibilità, il capire che
cosa vale un manufatto di trecento anni, un capitello, un
confine di pietra, una quercia pluricentenaria, il
profilo di una collina, difficilmente la si può
insegnare. Qui non parliamo di ville palladiane, di pievi
millenarie o di chiostri che hanno una valenza artistica
indiscussa. Si parla di tracce di storia, di opere
concepite e realizzate dai nostri progenitori, si tratta
di leggere il territorio e immaginare come poteva essere;
di ricostruire una parte di noi stessi, in fondo.
Se in Toscana, Umbria, Alto Adige riescono a fare delle
ristrutturazioni che lasciano intatta latmosfera di
antichi borghi, perché tutto ciò non è possibile
realizzarlo anche in Valpolicella? Perché qui si
intonacano pareti in sasso, si dipingono le case di
giallo, verde, rosso, si sbrecciano muri per ricavarne un
garage? Eppure ci sarebbe solo da copiare. Non cè
niente da inventare. Qui invece si dà peso alla gronda
sporgente ottanta centimetri, ai canali di rame, ai muri
che ovviamente non sono più a secco, ma sostituiti da
pannelli di simil-marogna che sono uningiuria alle
capacità costruttive dei nostri nonni. Perfettamente
allineati in una civiltà dellapparire, del far
credere, del vorrei ma non posso.
E una questione di cultura? E di sicuro una
questione di cultura, di sensibilità, di umiltà
nellosservare quelli che il territorio lo sanno
conservare meglio di noi. A tanti è capitato di
raggiungere a piedi un maso disperso in un bosco del
Trentino o del Tirolo. Due fiori sulle finestre, la legna
ordinata sotto la gronda, lorto ben curato, due
pannocchie sulla porta. Piccoli particolari che denotano
gusto, il piacere di adornare la propria casa, la
soddisfazione nel ricevere i complimenti di chi passa.
Essere finiti in mano alla Pirelli Re, agli speculatori,
agli impresari senza gusto e senza scrupoli, significa
una sola cosa: ai più va bene costruire Montericco e i
piccoli agglomerati che lo emulano a San Floriano, a
Bure, a Gargagnago, a Castelrotto. Agli amministratori va
bene così. Alle commissioni edilizie va bene così (e
come potrebbe essere diversamente, visto da chi sono
composte). Agli investitori (società Fiduciarie che
mascherano la vera proprietà) va bene così. E al
valpolicellese pigro, poco attento e poco propenso a
imparare, come va? Va bene così.
Continuerò a difendere il mio punto di vista nonostante
sappia di appartenere ad una minoranza. Credo che a noi
della Valpolicella serva più umiltà, una migliore
conoscenza della nostra storia, un maggior orgoglio nel
difendere questo tesoro che è il nostro territorio.
E una questione di amore. Solo chi lo conosce sa di
cosa parlo.
Sandro Campagnola
www.teladoiolavalpolicella.it
sandro.campagnola@gmail.com
Valpolicella e
cemento,
Bondi chiede una relazione
Serego Alighieri: è un segnale di
speranza

Corriere
della Sera, 2 luglio 2008
Lo
scopo del ministro è quello di utilizzare la relazione
per valutare future azioni da intraprendere a
salvaguardia del territorio.
VERONA - Il processo di salvaguardia della Valpolicella
fa un passo avanti. Forse definitivo. Almeno così spera
Pieralvise Serego Alighieri, il presidente di
SalValpolicella, l'associazione che dal 2006 è impegnata
nella tutela del suo territorio, viste le positive
notizie che giungono dal ministero della Cultura di Roma.
Secondo una nota diffusa dallo stesso dicastero, infatti,
il ministro Sandro Bondi ha chiesto al sovrintendente
regionale per i beni culturali e paesaggistici, Ugo
Soragni, una relazione dettagliata per approfondire il
tema del crescente livello di inurbamento della
Valpolicella.
Lo scopo del ministro è quello di utilizzare la
relazione per valutare future azioni da intraprendere a
salvaguardia del territorio della Valpolicella e del suo
patrimonio paesaggistico in collaborazione con la Regione
e gli altri Enti locali.
Per chi da anni si batte per un territorio bello e
fragile come quello della Valpolicella, un sospiro di
sollievo e anche la convinzione che l'ultima trasferta
fiorentina, avvenuta solo sabato, ha portato ad un
impegno formale da parte del Governo.
"Siamo di fronte indubbiamente ad un segno positivo
- commenta il presidente Serego Alighieri - un segnale di
speranza dopo che il precedente ministro, pur contattato,
non ci aveva dato risposte in merito. Adesso si fa più
concreta la possibilità di costituire un piano per la
salvaguardia della Valpolicella". E il piano, per
chi fa parte di SalValpolicella, si declina in un solo
modo: parco regionale. L'unico modo che c'è per definire
un modello di sviluppo complessivo e uniforme, perché
sovracomunale e non legato alle singole amministrazioni
locali."Il parco regionale - spiega Serego Alighieri
- è lo strumento che permetterà di uscire dal circolo
vizioso dei tanti campanili. Grazie al Parco la
Valpolicella verrà considerata un territorio unico e non
una somma di tante piccole amministrazioni
indipendenti". In questo modo si potrà utilizzare
una visione di sviluppo e salvaguardia super partes
capace di valutare nel suo complesso i bisogni di un'area
unitaria".
Ma prima di arrivare alla realizzazione del parco c'è la
necessità di redigere la relazione che il ministero ha
affidato alla Sovrintendenza regionale. Bondi, anche dai
dati presenti nel testo. deciderà quale sarà la
soluzione più adatta da intraprendere. "Abbiamo
fiducia nelle capacità della Sovrintendenza, ma come
sempre rimaniamo propositivi". E soprattutto vigili
nei confronti di un territorio che è già stato in parte
danneggiato e che per questo va tutelato da ulteriori
attacchi e sfregi. Il nodo da sciogliere è sempre lo
stesso: quale tipo di sviluppo dare alla Valpolicella.
"Il modello fin qui proposto - ribadisce Serego
Alighieri - quello che prevede nuovi insediamenti
abitativi, nuove strade e nuove aree produttive,
chiaramente non è più valido. Il mondo è cambiato e lo
sviluppo oggi si può coniugare solo con la parola
rispetto. In più la Valpolicella ha la fortuna di aver
legato il proprio nome ad un prodotto come il vino che di
per sé è una ricchezza. Sarebbe un delitto perdere
tutto questo in nome di un'idea di sviluppo miope,
determinata da interessi localistici e con il respiro
evidentemente corto". Non resta perciò che guardare
al nuovo impegno della politica verso la Valpolicella,
"tenendo presente - conclude Serego Alighieri - che
già in passato sono stati fatti degli errori e che parte
di questo territorio è andata perduta
Samuele
Nottegar
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Cemento in
Valpolicella
Interviene il ministroL'Arena, 02 luglio 2008
IL CASO. Sandro Bondi
chiede una relazione urgente al direttore dei Beni
culturali del Veneto
Cemento in Valpolicella Interviene il ministro
Contento Serego Alighieri: «In linea col nostro progetto
di fare un parco regionale» Daccordo anche la Lega
Giancarla Gallo
Il caso Valpolicella arriva a Roma e per la precisione
allattenzione del ministro dei Beni culturali
Sandro Bondi, che ha chiesto al direttore regionale per i
Beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni
«una dettagliata relazione riguardo il crescente
inurbamento della Valpolicella, in provincia di Verona».
Soddisfazione è stata espressa dal presidente
dellassociazione Salvalpolicella, Pieralvise Serego
Alighieri, che vede positivamente lattenzione e
linteressamento dimostrato dal ministero.
«Molto bene», commenta Serego. «La richiesta di una
relazione dettagliata sulla situazione in cui versa la
nostra vallata riempita di costruzioni, a scapito della
sua vocazione originaria vitivinicola e turistica,
risponde alle nostre intenzioni. Spero che sia
linizio di un nuovo modo di affrontare questo
problema e rivalutare la zona, cercando di salvaguardarla
dalle speculazioni edilizie selvagge. Soprattutto spero
che sia linizio di un iter efficace per raggiungere
finalmente risultati concreti». Linteresse del
ministero, soprattutto, è in linea con liniziativa
portata avanti da Serego di un Parco regionale della
Valpolicella. Si tratta di un progetto di legge di
iniziativa popolare presentato di recente a Firenze in un
convegno organizzato dalla Rete di comitati per la difesa
del territorio, presieduta dal professor Alberto Asor
Rosa. «È un grande risultato questo che abbiamo
ottenuto, se si pensa che lassociazione
Salvalpolicella esiste da solo due anni e mezzo»,
continua. «Due anni e mezzo in cui abbiamo dovuto
lottare spesso contro certe posizioni arroccate e anche
farci accettare dalle amministrazioni locali, che ci
hanno sempre visto come dei nemici o degli accusatori. La
posizione che ha preso il ministero è in linea con
quanti hanno a cuore che la Valpolicella mantenga la sua
identità con il Parco che sta per nascere; potrebbe
proprio essere questo lo strumento per chi ha la
responsabilità di amministrare, onde evitare di compiere
tutti quegli errori urbanistici commessi in passato, con
scelte che ora si vedono essere state dettate da una
mancanza di pianificazione a lungo termine. La
realizzazione di un Parco della Valpolicella darà una
visione complessiv da cui partire per la pianificazione
di tutta larea, superando i campanilismi. La
Valpolicella come territorio infatti merita più
attenzione».
Anche alcuni esponenti della Lega Nord locale,
appoggiandosi al neoeletto in Regione Sandro Sandri,
hanno ribadito la necessità di una moratoria di almeno
cinque anni in cui non si possono realizzare
lottizzazioni in Valpolicella. Da più parti dunque si
preme per limitare le costruzioni, che negli ultimi mesi
crescono come funghi, basti guardare quante gru si
muovono nei cinque comuni storici. Una volta acquisita la
relazione regionale richiesta sullo stato della
Valpolicella, il ministro, rispondendo anche
allimpegno assunto nel corso dellaudizione
alla VII Commissione istruzione pubblica e beni culturali
del Senato, valuterà le possibili azioni da
intraprendere a salvaguardia di questo territorio in
collaborazione con la Regione e gli Enti Locali.
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